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Terapia con le bambole per i malati di Alzheimer, al via la raccolta fondi

Un incremento di comportamenti positivi e una diminuzione di quelli aggressivi. E’ quanto rilevato da un’analisi retrospettiva della “Doll therapy”, la terapia della bambola su anziani con diagnosi di demenza residenti in casa di riposo. Proprio per avviare questa terapia anche nelle strutture gestite da Asp “Città di Siena”, l’associazione “A piccoli passi” promuove “Due volte buoni”, una raccolta fondi per l’acquisto di dieci bambole (del costo totale di 1500 euro) da donare, tra gli altri, al Centro Diurno Alzheimer Villa le Rose.

«Il nostro ringraziamento va all’associazione “A piccoli passi” per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti degli ospiti e delle nostre strutture – dichiara il presidente di Asp Città di Siena Massimo Bianchi – L’assistenza e la cura dei malati di Alzheimer sono un percorso quotidiano impegnativo, portato avanti con grande professionalità dal nostro personale e dai nostri volontari e che grazie alle bambole che ci verranno donate potrà ulteriormente svilupparsi con l’obiettivo di garantire sempre più il benessere dei nostri ospiti».

L’Associazione “A Piccoli Passi” nasce a Siena dalla sinergia tra più persone che in maniera totalmente disinteressata hanno preso atto che aiutare il prossimo è il modo migliore per aiutare sé stessi.  «Siamo molto orgogliosi di questo progetto – dichiara il presidente dell’Associazione “A Piccoli passi” Luca Ciani – anche perché siamo profondamente convinti che sostenere le famiglie nell’assistenza degli anziani, dei minori e di tutti coloro che si trovano in difficoltà sia l’unico modo per rendersi parte attiva nella società odierna. Per questo abbiamo deciso di promuovere dei progetti legati al territorio, andando ad interagire in modo veloce e concreto cercando un sostegno per quelle strutture che già rappresentano delle eccellenze locali»

A rendere possibile l’avvio della raccolta fondi il sostegno e la generosità del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, che attraverso il comandante Luca Nassi, ha deciso di donare all’associazione “A piccoli passi” i proventi della vendita dei calendari 2019 che il Comando pubblica ogni anno con le foto dei principali interventi o in generale dell’attività svolta dal proprio personale. La stampa del calendario viene finanziato grazie ad uno sponsor, quest’anno in particolare l’azienda Estra SpA, mentre il ricavato della vendita viene donato totalmente ad associazioni del territorio che forniscono assistenza a persone bisognose.

«Un’iniziativa lodevole –  ha detto l’assessore al sociale e sanità del Comune di Siena Francesca Appolloni rivolgendosi all’Associazione “A piccoli passi” e all’Asp di Siena – in aiuto ai malati di Alzheimer, una patologia purtroppo in aumento nella popolazione, e per la quale attualmente non esistono cure in grado di fermare la sua progressione. Ma la ricerca non si ferma, lo dimostra la cosiddetta Doll therapy.  Così come l’attenzione verso questi malati che anche a Siena potranno seguire questo percorso non farmacologico, ma in grado di favorire un miglioramento nei comportamenti».

Per il raggiungimento della quota necessaria all’acquisto delle bambole, l’associazione si è avvalsa della collaborazione della Siena Typical Food per proporre pacchi natalizi al costo di 30 euro contenenti dolci Igp del territorio (cavallucci, ricciarelli, panforte e cantuccini oltre ad un simpatico gadget). Il costo del pacco comprende la quota di iscrizione all’associazione e la consegna è gratuita inviando una mail all’indirizzo apiccolipassisisena@gmail.com con possibilità di pagamento a mezzo bonifico bancario: Iban IT25088 8514 2000 0000 0028 675 oppure direttamente in contanti alla consegna.

Un’altra raccolta fondi riguarderà l’acquisto del robot Paro, un nuovo amico per i malati di Alzheimer, (costo 7mila euro) da donare a una struttura del territorio senese. Paro è un robot di cucciolo di foca che risponde alle carezze e ad altri stimoli esterni spostando il suo corpo e la testa in modo coordinato, muovendo gli occhi ed emettendo suoni. Introdotto in Italia dalla professoressa Patrizia Marti (Università di Siena) e testato in diversi contesti terapeutici, come ospedali e istituti di riabilitazione, è stato dimostrato che interagendo con il robot gli anziani erano stimolati a costruire e condividere storie. I risultati ottenuti mostrano come il robot agisca da leva per la socialità, favorendo gli scambi tra pari. In particolare, gli anziani hanno mostrato una maggiore capacità e disponibilità all’interazione con gli altri e una condivisione del loro vissuto emotivo, attraverso la narrazione di storie. Infatti, sia la loro capacità di verbalizzazione che di produzione di storie, ha avuto un incremento significativo, testimoniato dalla ricchezza dei contenuti prodotti e dalla ampiezza dei racconti. La presenza di Paro nelle sessioni ha consentito agli anziani di elaborare concetti complessi e di esternare il proprio vissuto emotivo.